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Pino Bonanno



Pino Bonanno, presentazione mostra personale “la solitudine delle Orme” presso Art Farm Gaia di Papiano (Perugia)

“…La struttura delle opere non è mai banale, ma ricercata e compiuta sugli assi cartesiani in un disperato tentativo di far quadrare quella disordinata nube cosmica che annebbia e distrugge.”

L’annotazione, riferita a un precedente ciclo di opere di Ester Negretti, sembra che colga appieno la sensibilità e la progettualità creativa dell’artista: spirito inquieto in perenne ricerca di sé e dell’altrove.                     

Il suo impegno è sempre orientato a leggere e capire il disegno enigmatico dell’esistenza, di una realtà che ci invade e ci snerva per significati più profondi e meno apparenti di quanto rivelato dalla quotidianità delle nostre azioni.

La caratterizzazione attuale dell’arte non è tanto operare per mettere in luce talune tematiche o contenuti, bensì elaborare un linguaggio che abbia la voce di una forte personalità.

L’azione espressiva di Ester Negretti è tanto forte e tanto caratterizzata da giustificare e comprendere le ragioni dell’arte contemporanea.

I suoi “quadri” sorprendono soprattutto per quel forte magma compositivo, per la particolare strutturazione materica che “aggredisce” lo spazio di base come a volerlo ridefinire attraverso l’uso di materiali e colori “terragni”.

Benché abbia un fitto curriculum ed esperienza artistica significativa, Ester, credo, sia sempre rimasta fedele alla sua intima visione, tanto che le opere presentate in questa mostra manifestino solo una metamorfosi di più accentuato scavo interiore e le sue “immagini” diventino pure espressioni di un sé non ancora completamente “liberato”.

Il processo elaborativo e l’esito finale esprimono, insieme, un’emozione che determina il senso dell’opera e la traccia di un’intuizione che si fa idea originaria, segno e significato finale.

Nonostante i valori emotivi espressi nelle opere, il suo lavoro pittorico è anche frutto di un deciso processo mentale e un meticoloso e calibrato uso del segno e del colore come materia di riflessione in perenne fermento, che esplode e implode a seconda delle condizioni umorali dell’idea primaria.

L’artista cerca i marcati rapporti tonali, scanditi attraverso una sapiente distribuzione delle masse, cosicché, la solida struttura e l’impostazione, conferiscono ai suoi lavori un ritmo musicale ed una coloritura poetica. La luce, l’intuizione per lo squarcio che rivela e descrive, non è solo una luce fisica, un tracciato esterno di nessi e sensi, ma l’espressione di una “rivelazione”, uno scuotimento interiore che illumina tutta l’intuizione, l’idea poetica.

Nei suoi quadri non vi è nulla di sentimentale ed i più arditi problemi compositivi, connessi alla creazione, vengono risolti con l’abilità di un vecchio maestro dell’arte astratta e informale.

Il suo stile si caratterizza immediatamente attraverso una gamma di toni e colori la cui sintesi manifesta una profondità di prospettive originali e inconfondibili.

La vita, in queste rappresentazioni pittoriche, è uno scavo perentorio, ambiguo, come se ci volesse accompagnare lontano o prelevarci da un antico passato, da una dimensione vulcanica, fatta di rimescolii richiamati alla memoria nella loro incredibile assolutezza.

Il merito di Ester Negretti è, allora, quello di accompagnarci e farci da tramite in questi misteriosi territori.

Il suo limite, forse, è quello di lasciarci soli con la nostra angoscia, senza mostrarci una via d’uscita. In questa dicotomia sta, appunto, il compito dell’artista.



Postato da Ester in data: 10/06/2009
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DISCARICART introduzione al movimento



Breve introduzione al movimento DISCARICART 

Vorrei sottolineare nell’introduzione al movimento DISCARICART che il nostro intento è e rimarrà quello di non seguire le tendenze indotte che caratterizzano gran parte dei movimenti pseudoculturali che ci circondano o per meglio dire attanagliano inesorabilmente ogni forma artistica. Pertanto non seguiamo l’onda del riciclo, anche se la proponiamo e pratichiamo, non seguiamo l’onda politica del rifiuto clandestino e perseguitato, non cavalchiamo l’onda ecologista per farci belli o per farci impiccare, non abbiamo, in poche parole, alcuna forma di linguaggio che sia assimilabile al regno della confusione programmata che domina l’attualità. Il nostro deve essere un percorso oscuro, ma anche una minaccia profonda, che si cela dietro quella patina plastificata della comunicazione che nasconde la verità globale: cioè il pericolo di una catastrofe epocale. Ma non dobbiamo avere un comportamento intellettuale sprezzante e neppure un atteggiamento negativo e decadente. Vogliamo semplicemente ascoltare la voce pura della natura in noi stessi e ciò che questa esprime per comunicare una speranza, anche se flebile, per l’umanità.

La minaccia epocale si avverte, per quanto sia contrastata dalla putrefazione di un sistema che genera facili entusiasmi o dirottamenti pianificati, in ogni nostro istante: quando apriamo le nostre antenne sensitive e guardiamo il mondo sotto la sua vera entità poetica, e per poetica intendo l’istinto amoroso del fare arte. Quando si fa Arte si ama, anche se stiamo amando un rifiuto, uno scarto, un escremento, e si DEVE trasmettere questo amplesso creativo agli altri. Ecco il punto.L’assemblaggio diversificato e diametralmente opposto ha evocato un nuovo fascino, ha espresso il bisogno che c’è in ogni oggetto, in ogni cosa di esprimersi, di esprimere arte, e per arte, come detto precedentemente, di esprimere amore nonostante tutto, amore disperato, amore folle, ma comunque l’amore che abbraccia i rifiuti del nostro avido mondo.

Le altre avanguardie a cui faccio riferimento sono Dadaismo e Surrealismo, quest’ultimo ben poco conosciuto e apprezzato nel nostro Paese, intollerante ad ogni forma di felicità artistica che non sia indottrinata. Credo sia tempo, almeno per onestà intellettuale e per gli artisti italiani, di sciogliersi da queste catene lacunose, che ormai stanno per diventare centenarie, e scrollarsi tutta l’arretratezza, che ci ha condannato in tutto il secolo scorso, per liberare il nostro pensiero e dare nuovo impulso e libertà a nuove forme artistiche. Proprio in riferimento al Surrealismo, dedicheremo alcuni appunti sul riutilizzo degli oggetti e sulle teorie espresse da Breton, Duchamp, e Schwarz; non dimentichiamolo che quest’ultimo è anche Presidente Onorario del nostro movimento.

   di: Mauro zo Maraschin   



Gruppo facebook : Discaricart

Postato da Ester in data: 18/05/2009
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DISCARICART 21maggio 2009



Nel cuore culturale di Milano abbiamo organizzato una pagina di storia per la serata del 21 maggio 2009 alle ore 18.30 nelle Segrete di Bocca, via Molino delle Armi 5, organizzata da Giorgio Lodetti.
Abbiamo creato un movimento: la Discaricart.
Scopo della serata sarà scrivere il manifesto e le linee guida degli artisti "da discarica" i quali non si limitano a recuperare materiali di scarto ma sono spinti dalla voglia di raccontare i contrasti delle metropoli anche attraverso i luoghi abbandonati e gli spazi della mente e del cuore.
Dall’analisi del contesto storico in cui viene fondata la Discaricart faremo un parallelo tra il manifesto del Futurismo e la risposta della società dopo cento anni.
Contando di potervi avere tra di noi per questo grande progetto in cui crediamo molto e se non altro per la serata del 21 alle ore 18.30

ARTURO SCHWARZ, POETA, CRITICO D'ARTE,SAGGISTA,SURREALISTA presidente onorario
NEGRETTI ESTER, 1978, Como, PITTRICE,co-fondatore
MAURO ZO MARASCHIN,1958 , Genova, POETA,fondatore
GINKO GUARNIERI , Genova, FOTOGRAFO, fondatore
SANTINO MONGIARDINO,1965, Genova, FOTOGRAFO, fondatore
GUIDO DE MARCHI, 1940, Genova, SCRITTORE FOTOGRAFO PITTORE
ELISA VIGNOLO, Genova, ARTISTA
 ANDREA RUWETT, 1982, Genova, FOTOGRAFO
VIRGINIA MONTEVERDE,1969,Genova, computer-GRAFICA 
ALBERTO GAMBERINI, Milano, ATTORE
FRANCESCO VECCHI, Milano,SCRITTORE
LORENZO COIRA, MICHELA TATTARLETTI , 1979,Como, CRITICI
.VINCENZO FAGNANI, SVIZZERA, GRAFICO
ANDREA CEREDA , Como, ARTISTA
MAURO BENATTI, 1947, Bergamo, SCULTORE
GREGORIO MANCINO, Milano, www.movimentart.it, ARTISTA
CLAUDIO POZZANI, POETA
PAOLO PODESTA', INGEGNERE ELETTRONICO (cura il sito)
MARCO VIMENRCATI,GRAFICO
RUBEN, SCULTORE
MARTINA FEOLA, GIORNALISTA, SCRITTRICE

azienda sostenitrice K-FLEX L'ISOLANTE  www.kfex.com
sito sostenitore  http://www.gheoart.org/webs/artisti/NegrettiEster/index.htm
intervento: "Sogni Reciclati" di Francesco Vecchi con Alberto Gambero Gamberini:attore .monologo
gallerista SILVIA PETTINICCHIO , Wannabee Gallery, Milano
gallerista IVANO TACCORI, Milano
Architetto PAOLO TORRESAN, Busto Arsizio
critico: Lorenzo Coira , Michela Tattarletti

www.discaricart.org


Postato da Ester in data: 18/05/2009
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DISCARICART un obbiettivo



stavo pensando: è molto importante , costrutivo e stimolante per noi artisti avere un'associazione dove crescere in una stessa ideologia e portarla avanti in modo positivo e ottimale, percio' sono convita che uno scopo dell'associazione dev'essere quello di
Creare eventi innovativi capaci di coniugare azioni di Responsabilita' Sociale d'Impresa e progetti artistico-culturali . Creare un network di cultura contemporanea mettendo in comunicazione associazioni, istituzioni , le imprese e la responsabilita' sociale d'impresa con i mondi dell'arte e della cultura.
cHE NE PENSI?


Postato da Ester in data: 21/04/2009
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L'OPERA PERFETTA



Diceva Oscar Wilde: 'Possiamo raggiungere la perfezione per mezzo dell'arte e soltanto con l'arte; l'arte, e nient'altro che l'arte, può  offrirci un rifugio contro i sordidi pericoli dell'esistenza'.
Quello a cui un artista aspira è creare un'opera perfetta. Ma che cos'è la perfezione, forse la bellezza?
Per i Greci la bellezza era perfezione, bene, virtù e aveva una realtà autonoma, come una realtà autonoma aveva il brutto, che era anche il male, l'imperfezione.  Per noi moderni la bellezza non esiste in sé.  Il luogo naturale della bellezza è l'arte. L'arte moderna ha privato il bello e il brutto della possibilità di esistere per se stessi. Le avanguardie artistiche, per esempio, hanno spostato  i  confini del gusto. E' una caratteristica dell'arte contemporanea mischiare insieme il bello e il brutto.
L'arte a volte idealizza, tenta di cogliere il nucleo simbolico, il nucleo di senso, un significato che è dentro le cose visibili e che non verrebbe fuori se non ci fosse la dimensione artistica. L'arte  contemporanea tenta di suscitarci delle idee, associa quindi all'opera d'arte la capacità di suscitare nell'uomo le emozioni.
Ma perché non diciamo il contrario, cioè che l'uomo ha in sé dei valori, dei sentimenti che vede riflessi nell'opera d'arte?


Postato da Ester in data: 14/04/2009
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