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Sto studiando arte e interpretarla come esperienza d'amore dove la pittura e la musica sono il passaggio diretto che eleva l'uomo dalla quotidianità verso la divinità mi fa interpretare la storia in modo diverso. Comprendere i passaggi del cambiamento come se la storia dell'arte fosse una storia d'amore dove tutto comincia dallo sguardo incantato sulla bellezza per poi diventare emozione , esperienza interiore, amore; per poi esplodere in una rivoluzione storica individuale estetica immanente. La natura è la forza creatrice e scatenante x le arti che fanno appello alla nostra interiorità e fa della pittura e in massimo grado la musica dono divino, scoprendo nella loro spontaneità il rimedio contro i disagi della civiltà.




Postato da Ester in data: 30/08/2009
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storia dell'arte



Oggi l'arte  invita lo spettatore a dimenticare x un momento la storia dell'arte e a confrontare opere anche diversissime tra loro alla luce delle esperienze personali. Ecco il punto d'incontro con la modernità dell'arte antica rendendola estremamente attuale e viceversa,donando elevazione aulica all'attualità.




Postato da Ester in data: 30/08/2009
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COLLEZIONISMO



La mai opera è un flusso ininterrotto di idee che si posa su orizzonti, volti, corpi, pensieri. 'Quello che conta è svolgere il mio naturale atto vitale, che è quello di produrre immagini.' La vendita di una mia opera è funzionale alla possibilità di crearne un'altra in quanto crea spazio reale e mentale x poter proseguire la ricerca, che altro non è che divertimento, confronto e comunicazione, cioè gioco della scoperta e della vita.' L'uomo ,ci ricorda Pascal, x la sua insufficienza a se stesso si attacca alle cose, ma le cose gli sfuggono per il passare del tempo e per le vicende del mondo. Allora se l'uomo non ha altro sostegno più alto delle cose, il possesso dell'immagine quanto identificazione di un sogno è la sua unica salvezza.



Postato da Ester in data: 09/08/2009
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L'arte invita



Oggi l'arte  invita lo spettatore a dimenticare x un momento la storia dell'arte e a confrontare opere anche diversissime tra loro alla luce delle esperienze personali. Ecco il punto d'incontro con la modernità dell'arte antica rendendola estremamente attuale e viceversa,donando elevazione aulica all'attualità. 


Postato da Ester in data: 07/08/2009
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Giornale dell'Umbria



12 giugno 2009, Pino Bonanno, Giornale dell’Umbria

 

( ) Sono immagini che sembrano provenire dal ricordo o, meglio ancora, da un

retaggio lontano, da una rielaborazione, personalissima, di ciò che l’occhio ha

osservato e il cuore, d’artista, ha ripreso ed elaborato, facendone opera d’arte

autonoma.

Orme, segni, tracce sono gli elementi contenutistici più evidenti negli elaborati

artistici e tali componenti prevalenti vivono una loro fissità bidimensionale in

completa solitudine, in permanente individuale ricerca di un dialogo impossibile

oltre l’idea, il pensiero, la riflessione interiore.

Solitudine che diviene forza espressiva autentica con un dinamismo scenico in cui

gli elementi formali diventano parti di un discorso in cui simboli e realtà sono

soggetti di un modus operandi che, rifuggendo la mera descrizione, si articolano

secondo dimensioni timbriche proprie, che rivelano quanto visione e

rappresentazione siano caratteristiche che appartengono alla personalità artistica di

Ester Negretti.

La sua è una grande affermazione di autentico senso dell’arte che dà al suo agire

creativo un forte pathos emotivo, al punto che non cessa di essere poesia, anche

quando dimentica la forma e fa il suo ingresso un gioco di colori e materia che

vogliono essere il suo punto nuovo di approdo.

 

Con i temi della contemporaneità l’artista esplora il terreno per operare sulla linea di

una ricerca che, muovendosi sul doppio binario di scelte formali assolutamente

personali e di espressioni linguistiche di assoluta purezza materica, le permetta di

giungere a soluzioni "ineccepibili" sul piano estetico.

Ester Negretti struttura le sue composizioni in piena libertà, anche se è facilmente

arguibile una sua precisa aderenza, al neo informale e, nella terra di

Burri, ciò è un sicuro incoraggiamento ed apprezzamento.

La vivacità dei suoi cromatismi di base, bianchi, ocra, terra di Siena, gialli d’India,

azzurrini, rossi sfumati, grigi cristallini, s'intonano giustamente non solo per accordi

diretti, ma principalmente perché provocano la insorgenza delle forme, dei segni,

delle orme. Orme che, vivendo una loro raccolta vita nei meandri della coscienza, esplodono

clamorosamente a contatto con la identità svelata, la luce della rivelazione.

Queste, quindi, nascono per una condizione grafica e come conseguenza di uno

spaesamento esistenziale, e il loro tono s'impone su tutto l'insieme, esaltando ragioni

e dissidio.



Postato da Ester in data: 12/06/2009
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