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Question of Love



Verso le mie lacrime sulla vita

 

L’acqua calda mi scivola addosso, lenta, s’infrange nel silenzio, mi bacia il collo e fila via sotto la curva del seno. Mi sento liquida, un tutt’uno con essa. Mi lascio carezzare, avvolta nel tepore di un pensiero, così oggi come ieri. Nulla è cambiato. Ho bisogno di sentire sulla pelle tutte le parole che sono corse sulla linea di un filo, un funambulo in bilico tra frasi e sogni che non voi lasciare andare.
A volte il mondo pare sbriciolarsi tra le mani deglutendomi in un vuoto che sembra essere dentro di me: il corpo è uno straordinario veicolo espressivo di disagi interiori e mi sono dovuta arrendere, il mio dolore lo sento sulla pelle e quest’acqua brucia.
E’ l’assenza struggente che mi riporta l’amaro dentro i pensieri. Il significante è separato dal significato: significante/significato. Una linea sottile mi indica una rottura.
Pensieri inconsistenti sospesi tra la nuvola di vapore. Ricami voluti ampi e tondi danzanti davanti agli occhi velati di lacrime.
C’è una corteccia troppo spessa che avvolge le mie emozioni. Che la mia anima si addestra a mettere da parte lo sperare?
Disperare.
Il lasciare fluire le cose così con semplicità per come devono avvenire. Non è questo forse un arrendersi, un rassegnarsi agli eventi senza lottare?
Troppe domande senza risposte affollano questo illimitato presente, mi sconvolge, è poetico il suo canto, malinconico il suo fluire verso l’infinito.
La giostra deve girare, ché la vita tira il carro senza guardarsi indietro, e intanto, il tempo lentamente ci dice addio.

Katherjne @ venerdì, 02 novembre 2007 22:37
categoria: troia intellettuale


Postato da Ester in data: 08/02/2008
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I POETI



I Poeti non è vero che sono poveri, nella loro sacca vi trovate tutte perle.


I Poeti mangiano poco e male, questo si, ma per fortuna sanno bere, e non solo vino e non solo prima della prima.


I Poeti fingono, vorrebbero non essere, ecco dove sparisce l’Io, ma sempre per eccesso.


I Poeti vivono d’odori, puzze e profumi, annusano contemporaneamente discariche e giardini.


Patrizia Gioia



Postato da Ester in data: 30/01/2008
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NON C’È LUCE SENZA OMBRA



poetica dell’opera:


NON C’È LUCE SENZA OMBRA


- misura: 100x70
- tecnica: colori ad olio, mista acrilici e metallici su tavola
- anno: 2007


Il simbolismo alchemico è stato occasionalmente utilizzato nel XX secolo dagli psicanalisti, il primo dei quali, Carl Jung, ha riesaminato la teoria ed il simbolismo alchemico ed ha iniziato a mettere in luce il significato intrinseco del lavoro alchemico come ricerca spirituale. L’alchimia, oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, implica un’esperienza di crescita ed un processo di liberazione e di salvezza dell’artefice dell’esperimento: nulla di piu’ strettamente correlato all’esperienza artistica come mezzo di continua ricerca per ottenere la pietra filosofale rappresentata dall’intinerario psichico che conduce alla coscienza di sé ed alla liberazione dell’io dai conflitti interiori e che trova la sua massima espressione sulla tela. L’alchimia presente in questo quadro dal titolo “Non c’è luce senza ombra” serve a trasformare in oro, a separare il vero dal falso, la luce dall’ombra, il bene dal mala, ma contemporaneamente fa in modo che gli elementi si uniscano e combattano tra loro come se l’esistenza di uno fosse inscindibile dall’altro. Nell’opera astratta si cerca l’equilibrio, il sublime, la formula magica della perfezione, l’armonia interiore con ampie campiture che respirano lievi ed armoniche anche se il tutto nasce da un atrito: la banalità del presente e l’esigenza di evocare fattori lontani, profondi, e portarli allla luce qui ed ora. Nella battaglia tra luce ed ombra il rigoroso impianto geometrico esplode dimostrando l’inafferrabile relatività della vita sviluppata su piu’ piani che si compenetrano ed urlano la loro verità. Il mio colore, i miei segni piu’ che vedersi, si sentono. Cosi si crea uno spazio imprevedibile che vive sulla tensione. Un’apparente gestualità casuale è controllata con naturalezza nei suoi minimi particolari come muoversi nel mondo superando o abbattendo gli ostacoli della vita avendo una precisa meta raggiungibile, forse



Postato da Ester in data: 08/12/2007
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NON SENSO








































Tutta la recita umana emerge
come una messa in scena vezzosa

- Fiori sgargianti alla luce -

Il vento s’eleva sulle lunghe
spiagge deserte, schizzando
assurdi dedali di solchi

- Qua e là qualche quieto
specchio d’acqua a scampo del tempo -

Il pensiero si perde per strada,
veste incerte cimose
vaga e divaga
nel paesaggio infernale
affoga nella bruma
orchestrando rumore d’epopea

C’è uno spazio di sogno
in cui nuove pagine si scrivono,
il coraggio cifrato della memoria
scava il verso
e
sotto quel verso
trova il niente
.


 

www.katherjneroad.splinder.com

Postato da Ester in data: 08/11/2007
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Non si può conoscere e apprezzare la luce se prima non si è saggiata l’ombra.
E non si può sperimentare l’ombra senza la consapevolezza di cosa sia effettivamente.
Se non si scende nello strato più melmoso dell’anima; se non si accetta di confrontarsi alla pari con esso e quindi viversi appieno, ma consapevolmente la sofferenza, non ci può essere gioia. E luce.
Perché non sapremmo riconoscerle e apprezzarle.

Postato da Ester in data: 07/11/2007
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